• Sabías que puedes registrarte o ingresar a tu cuenta directamente desde facebook con el botón de facebook en la parte superior de la página?

Valle del Giovenco

ortona1.jpg[SUB]

Sono nato e vivo a Roma, ma tutta la mia storia si trova ad Ortona dei Marsi (L'Aquila) un paese della Marsica, Abruzzo, Italia centrale.
Questa che vi faccio leggere è una descrizione della mia amatissima terra. Spero che non sia troppo difficile da capire.
[/SUB]

Valle del Giovenco
(tratto da: "I ragazzi di Clelia" di Vincenzo Buccella)

Non so dirvi in quale stagione questa valle mostri il suo profilo migliore e forse questo non è neanche possibile visto che “il bello” è un concetto puramente soggettivo. Ognuno può vederla attraverso sfumature magari non colte da altri. Senza contare che il giudizio di ognuno può cambiare col passare degli anni, con la diversa sensibilità degli anni, con l’umore che muta con le vicende della vita, con la vita che cambia e che ti cambia, mentre tu, attore/spettatore, non te ne rendi quasi conto. Potrei parlare dell’improvvisa esplosione di colori regalata dall’autunno: il giallo, l’arancione, il rosso, qualche spruzzo di caduco verde, e nell’aria quell’odore di legna quasi dolciastro. Degli inverni innevati quando, in un silenzio irreale con i fiocchi che scendono grossi come fazzoletti, ogni cosa si copre di un bianco assoluto e tutto sembra allora essere finalmente uguale, anche gli uomini. Potrei raccontarvi della primavera che ogni volta riveste la valle con identiche vesti che sempre però appaiono allo sguardo come appena uscite dalla fantasia infinita di un meraviglioso stilista; o della calda estate, quella dei campi adesso incolti che bruciano sotto il sole di montagna, degli alberi di mele con le scheletriche braccia frondose come a voler frenare quei raggi, delle feste che in questa stagione quasi ogni sera scuotono la silenziosa pace della valle e degli amori sbocciati al fresco delle tenebre complice quel cielo purissimo di stelle che solo quell’estate e quella valle regalano.
La Valle del Giovenco, qualora quanto scrivo dovesse arrivare all’attenzione di chi non c’è mai stato, è percorsa in tutta la sua lunghezza dalla Provinciale 17 la quale, per i paesi che nella valle si trovano, rappresenta la congiunzione con il mondo esterno. Una vera e propria arteria attraverso la quale ai residenti arriva tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere: dai generi di prima necessità ai turisti, da tutto quello che non producono alle cose più frivole. Questa strada è dunque la colonna vertebrale che permette a tutto il corpo della Valle del Giovenco di mantenersi ben eretto. E se parlo di corpo, fidatevi, si tratta proprio di un gran bel corpo. Vi sarà capitato, qualche volta, di rimanere incantati davanti allo spettacolo che solo la natura è in grado di mandare in scena. Ebbene la Valle del Giovenco è sicuramente lo spettacolo attraverso il quale la natura si sdebita con gli abitanti della valle per i molti disagi che in altra maniera ha elargito loro a piene mani.
E’ bella questa valle, come bella è una donna agli occhi di un uomo innamorato.
Se mai avrai la fortuna di ammirarla, dall’alto di una delle montagne che la sovrastano, la Valle del Giovenco ai tuoi occhi apparirà come languidamente sdraiata su un fianco. La testa, a sud, dolcemente appoggiata sulle gonfie faggete di S. Sebastiano e Bisegna; Ortona è il suo ombelico, là dove i suoi fianchi si allargano un poco così come proprio ad una donna si addice; e poi le belle gambe tornite che a Cesoli e Carrito concedono alla vista le ginocchia gentili; verso nord, infine, con leggiadra nobiltà i bei piedini a calcare la grassa terra di Fucino.


copyright ©Vincenzo Buccella -tutti i diritti riservati-"
 

Adjuntos

Última edición:

Pincoya

Juglar Diamante
Che bel giro che ci hai dato con i tuoi testi, bella mano di viaggiare scrittura come la vostra bella terra del tuo.
un amico abbraccio e vi ringrazio per il magico viaggio.
 
Última edición:
Una bella storia, un bel confronto della vostra terra con la grandezza e colori della natura, che bagna suoi luoghi ...
Deve essere bello vivere con la sua gente, e godere de la pace e la magia che ha ispirato così bella in torno a la terra.
Ben scritto, e molto ben arredate con i sentimenti.
Grande abbraccio, amico.
Mi è piaciuto.
 
Ti ringrazio, Elias, per aver letto e soprattutto per aver capito la natura e i colori della mia terra.
Per ognuno di noi la propria terra è meravigliosa e la sua bellezza si riflette nella nostra anima.
Ti abbraccio amico mio.
 
Vicenzo, trate con lo poquito de el idioma de leer y dejar un comentario en esta obra a tu preciosa tierra, mas me bastaa para dejarte un comentario que honre tu obra asi, que dejo mi huella con gratitud por compartirnos tu sensibilidad de corazon.
 
Última edición:
Grazie a te, Maria (che magnifico nome è il tuo!)
Sono onorato dal tuo commento e applaudo alla magnifica sensibilità della tua anima. Ti abbraccio.
 

SANDRA BLANCO

Administradora - JURADO
Ver el archivo adjunto 289[SUB]

Sono nato e vivo a Roma, ma tutta la mia storia si trova ad Ortona dei Marsi (L'Aquila) un paese della Marsica, Abruzzo, Italia centrale.
Questa che vi faccio leggere è una descrizione della mia amatissima terra. Spero che non sia troppo difficile da capire.
[/SUB]

Valle del Giovenco
(tratto da: "I ragazzi di Clelia" di Vincenzo Buccella)

Non so dirvi in quale stagione questa valle mostri il suo profilo migliore e forse questo non è neanche possibile visto che “il bello” è un concetto puramente soggettivo. Ognuno può vederla attraverso sfumature magari non colte da altri. Senza contare che il giudizio di ognuno può cambiare col passare degli anni, con la diversa sensibilità degli anni, con l’umore che muta con le vicende della vita, con la vita che cambia e che ti cambia, mentre tu, attore/spettatore, non te ne rendi quasi conto. Potrei parlare dell’improvvisa esplosione di colori regalata dall’autunno: il giallo, l’arancione, il rosso, qualche spruzzo di caduco verde, e nell’aria quell’odore di legna quasi dolciastro. Degli inverni innevati quando, in un silenzio irreale con i fiocchi che scendono grossi come fazzoletti, ogni cosa si copre di un bianco assoluto e tutto sembra allora essere finalmente uguale, anche gli uomini. Potrei raccontarvi della primavera che ogni volta riveste la valle con identiche vesti che sempre però appaiono allo sguardo come appena uscite dalla fantasia infinita di un meraviglioso stilista; o della calda estate, quella dei campi adesso incolti che bruciano sotto il sole di montagna, degli alberi di mele con le scheletriche braccia frondose come a voler frenare quei raggi, delle feste che in questa stagione quasi ogni sera scuotono la silenziosa pace della valle e degli amori sbocciati al fresco delle tenebre complice quel cielo purissimo di stelle che solo quell’estate e quella valle regalano.
La Valle del Giovenco, qualora quanto scrivo dovesse arrivare all’attenzione di chi non c’è mai stato, è percorsa in tutta la sua lunghezza dalla Provinciale 17 la quale, per i paesi che nella valle si trovano, rappresenta la congiunzione con il mondo esterno. Una vera e propria arteria attraverso la quale ai residenti arriva tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere: dai generi di prima necessità ai turisti, da tutto quello che non producono alle cose più frivole. Questa strada è dunque la colonna vertebrale che permette a tutto il corpo della Valle del Giovenco di mantenersi ben eretto. E se parlo di corpo, fidatevi, si tratta proprio di un gran bel corpo. Vi sarà capitato, qualche volta, di rimanere incantati davanti allo spettacolo che solo la natura è in grado di mandare in scena. Ebbene la Valle del Giovenco è sicuramente lo spettacolo attraverso il quale la natura si sdebita con gli abitanti della valle per i molti disagi che in altra maniera ha elargito loro a piene mani.
E’ bella questa valle, come bella è una donna agli occhi di un uomo innamorato.
Se mai avrai la fortuna di ammirarla, dall’alto di una delle montagne che la sovrastano, la Valle del Giovenco ai tuoi occhi apparirà come languidamente sdraiata su un fianco. La testa, a sud, dolcemente appoggiata sulle gonfie faggete di S. Sebastiano e Bisegna; Ortona è il suo ombelico, là dove i suoi fianchi si allargano un poco così come proprio ad una donna si addice; e poi le belle gambe tornite che a Cesoli e Carrito concedono alla vista le ginocchia gentili; verso nord, infine, con leggiadra nobiltà i bei piedini a calcare la grassa terra di Fucino.


copyright ©Vincenzo Buccella -tutti i diritti riservati-"



Vincenzo come sei bella descrivere il paesaggio, alcune belle immagini che si muovono al lettore, è accattivante confronto terra con le donne, mi è piaciuto molto grazie per la condivisione, un bacio grande.
 

RADIO EN VIVO

Donar

Versos Compartidos en Facebook

Arriba